logopab

IX ISTITUTO COMPRENSIVO DI PADOVA "G. RICCI CURBASTRO"

logopab

Via Tassoni, 17 - 35125 Padova (PD) - Tel: +39 049 684729 - Fax: +39 049 684397
PEC:  pdic88600d@pec.istruzione.it - EMAIL:  pdic88600d@istruzione.it
C.M. PDIC88600D - C.F. 92200370283

SITO ISTITUZIONALE: http://www.nonoicpadova.gov.it/

Picasso spiegato ai bambini
^Torna Su
foto1 foto2 foto3 foto4 foto5

IX ISTITUTO COMPRENSIVO PADOVA

CONTENUTI DIDATTICI E PROFESSIONALI. PER GLI ATTI UFFICIALI SI CONSULTI IL SITO ISTITUZIONALE. freccia

In evidenza

Registro elettronico

Link utili

Picasso spiegato ai bambini

Foto Picasso Picasso nel gennaio del 1962
Foto Picasso

Noto come Pablo Picasso nasce a Málaga il 25 ottobre 1881 e muore a Mougins l’8 aprile 1973 all’età di 92 anni.


Pablo Picasso spiegato ai bambini: un piccolo viaggio.

Ciao a tutti. Mi presento. Il mio nome è Pablo Picasso. In queste pagine vi racconterò la mia storia. Sono nato a Malaga, in Spagna, nel 1881. Fin dai primi anni della mia vita, mio papà non faceva altro che ripetermi che ero molto bravo a disegnare. Io adoravo avere una matita tra le mani e anche con i pennelli non me la cavavo male.

Infatti disegnare e dipingere era tutto quello che mi piaceva fare e tutto quello che, in effetti, facevo.

Mio papà ci teneva molto alla mia formazione. Voleva non solo che io continuassi a dipingere, ma che andassi nelle migliori scuole della Spagna che insegnavano arte. Andai prima a studiare all’Accademia di Barcellona e poi a quella di Madrid. Nel 1900 poi, per la prima volta, lasciai la Spagna e feci un lungo viaggio che mi portò a Parigi. Fu un’esperienza bellissima, perché trascorrevo tutte le mie giornate visitando musei e gallerie d’arte. Qui vidi dei quadri bellissimi dipinti da artisti francesi che venivano chiamati Impressionisti. Tornai presto in Spagna e iniziai a dipingere tanto. In tutti i quadri che feci in questo periodo, fino al 1904, utilizzavo sempre il colore blu. Sì, questo viene da tutti ricordato come il mio Periodo Blu.

Fata turchina BLUcome la profondità del mare
come il vestito della Fata Turchina
Mago merlino BLUcome la linea dell'orizzonte
come il mantello di Mago Merlino!!!
Per me il blu, però, era il colore della tristezza. In questi anni, per le strade della mia città incontrai uomini, donne e bambini poveri ed emarginati che divennero i protagonisti dei miei quadri. Nei miei dipinti ho provato a raccontare quello che vedevo. Il blu mi sembrava il colore migliore per dare un tono a queste scene. Non ero felice in questi anni.
Arlecchino ARLECCHINO PENSOSO

Allora decisi di cambiare vita. Presi pennelli, colori e cavalletto e mi trasferii a Parigi, la città che tanto avevo amato solo pochi anni prima, ricordate? A Parigi m’innamorai di una bellissima ragazza. Il suo nome era Fernanda Olivier. Lo ricordo come un periodo sereno. Non dipingevo più scene di bimbi e adulti tristi e anche i colori dei miei dipinti cambiarono. Fino al 1906 creai una serie di tele dalle tonalità più chiare. Questi sono gli anni del cosiddetto Periodo Rosa. Iniziai a dipingere soprattutto personaggi del circo.

Picasso autoritratto AUTORITRATTO
Dopo aver dipinto i personaggi del circo per alcuni anni, decisi che era giunto il momento di cambiare. Tra il 1906 e il 1907, ebbe inizio per me quello che tutti chiamano il mio Periodo Cubista. Cubista? Che strana parola! Riporta alla mente proprio il cubo: io e alcuni miei amici pittori venivamo chiamati cubisti perché tutte le figure che creavamo nei nostri quadri in questi anni non avevano più una forma normale, ma avevano, per l’appunto, le linee e i tratti di un cubo!

Decisi che era giusto dipingere come se si fosse trattato di un’immagine ritagliata e incollata, magari in modo non perfetto, decisi, in questi anni, di guardare una persona o un oggetto non solo frontalmente, ma di guardarlo tutto intorno. Che cosa ci fosse magari dietro alle spalle, sulla schiena o tra i capelli e poi ho deciso di dipingere ogni cosa sulla tela, anche se molti dei particolari erano nascosti. Mi sembrava che questa tecnica avrebbe potuto svelare molti dei segreti che in altro modo non si sarebbero visti.
Perché non fate come me anche voi! Provate a mettere un oggetto o una persona (magari la mamma o il papá o i vostri fratellini o, perché no, l’intera famiglia) in mezzo al salotto o nella cameretta, ci girate attorno, osservate con attenzione tutti i particolari e poi li riportate con un disegno su un foglio.
Sará come fare un collage tutto colorato o come comporre un puzzle.
Furono anni molto intensi per me. Ero considerato uno dei pittori più importanti del mio tempo. Io continuavo a divertirmi facendo l’unica cosa che sapevo fare: dipingere. Non c’era, però, solo divertimento nella mia vita.
Nel 1937 partecipai all’Esposizione Mondiale di Parigi, esponendo nel Padiglione della Spagna il quadro Guernica che molti dicono che sia la mia opera più celebre e importante.

Guernica GUERNICA

Vedete quante figure compongono questo quadro? C’è un toro, un cavallo, un fiore, una lampada, delle figure umane sofferenti.
In questi anni in Spagna c’era una feroce guerra civile. Nell’aprile del 1937 alcuni aerei tedeschi bombardarono una città spagnola, Guernica, appunto. Morirono molti bambini, molti uomini, donne e anziani, e anche tanti animali. Io in questo quadro cerco di manifestare il mio profondo orrore per tutte le azioni di guerra che distruggono la bellezza della vita.
Gli anni passavano e io continuavo a lavorare alle mie opere e più trascorreva il tempo e più il mio obiettivo divenne quello di disegnare con semplicità, per raggiungere quello che io stesso definivo il segno puro. L’arte in questi anni per me divenne l’eliminazione del superfluo.

Guardate quest’opera!

Colomba della pace

Con quest’opera, che in breve tempo verrà affissa sulle mura delle città d’Europa, cercai di manifestare tutto il mio amore per la pace e la solidarietà tra gli uomini.
Fino agli ultimi giorni di vita io continuai a creare. Disegnare e dipingere era l’unica cosa che mi riusciva bene e negli ultimi anni della mia vita, compresi una cosa molto importante:

“Mi ci vollero anni per dipingere come Raffaello e mi ci volle una vita per dipingere come un bambino!”
Perché, non dimenticatelo mai, tutti i bambini sono artisti. La questione è riuscire a rimanere artisti mentre si cresce.

 
Lavori bambini cartello 1
 
 
Lavori bambini cartello 2
 

CLASSE IIIA SCUOLA PRIMARIA “CORNARO”